
Come lavoro in psicoterapia
Il mio approccio: metodi diversi, direzione unica
Utilizzo approcci terapeutici con solida validazione scientifica, scelti e combinati in base alle caratteristiche di ogni persona e agli obiettivi del percorso. Non esiste un metodo giusto in assoluto: esiste quello giusto per quella persona, in quel momento.
La base del mio lavoro è la Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) a indirizzo causale sviluppata dal Prof. Antonino Tamburello.
Mentre la CBT classica lavora sui pensieri e sui comportamenti disfunzionali del presente: impara a riconoscerli, metterli in discussione e sostituirli con risposte più funzionali, l'indirizzo causale va oltre: non si chiede solo cosa sta succedendo, ma perché.
Ogni persona agisce guidata da bisogni profondi — sentirsi al sicuro, essere accettata, sentirsi di valore. Quando questi bisogni vengono minacciati, scattano reazioni automatiche che, pur nate per proteggerci, nel tempo diventano fonte di sofferenza. Il lavoro terapeutico consiste nell'individuare questa struttura profonda, comprenderla e modificarla gradualmente creando esperienze reali che permettano alla persona di scoprire concretamente che può stare al mondo in modo diverso. Come dice Tamburello: “è l'azione che firma il pensiero”
Quando le difficoltà hanno radici ancora più lontane — in esperienze relazionali precoci, in bisogni emotivi che non sono stati soddisfatti durante l'infanzia — integro la Schema Therapy, sviluppata da Jeffrey Young, che identifica i temi profondi fatti di ricordi, emozioni e convinzioni su di sé che si formano quando certi bisogni fondamentali — essere amati, protetti, riconosciuti — non trovano risposta adeguata.
Un terzo elemento che integro nel percorso è l'ACT — Acceptance and Commitment Therapy, sviluppata da Steven Hayes, che punta a cambiare il rapporto che abbiamo con loro. Invece di combattere l'ansia, la tristezza o i pensieri negativi, la persona impara a osservarli senza esserne sopraffatta, ad accettarli e a continuare ad agire secondo ciò che conta davvero per lei. L'obiettivo centrale è la flessibilità psicologica: la capacità di restare in contatto con sé stessi, anche nelle situazioni difficili e di fare scelte coerenti con i propri valori.
I tre approcci si integrano perché agiscono su livelli diversi della stessa difficoltà. La CBT a indirizzo causale individua perché certi schemi si sono formati e cosa li mantiene attivi. La Schema Therapy lavora sulle radici emotive e relazionali più profonde. L'ACT allena la capacità di tollerare l'esperienza interna senza esserne guidati in modo automatico. Insieme offrono una visione della persona che è scientifica, profonda e concretamente orientata al cambiamento.